

| L’Associazione Camminascuola si propone di diffondere la cultura del camminare attraverso molteplici iniziative a carattere divulgativo e didattico, e mette in rete scuole di ogni regione d’Italia, insegnando ai ragazzi il rispetto e la valorizzazione del territorio, diventandone difensori e promotori. |

| Sulle orme dell'oro rosso |
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| luned́ 20 ottobre 2008 | |
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Il corallo ha delle caratteristiche peculiari, che lo diversificano da qualsiasi altro organismo che vive sul fondo marino. Non è un vegetale, anche se presenta ramificazioni che ricordano le piante, non è un minerale sebbene sia pietrificato, è semplicemente una secrezione calcarea prodotta da colonie di microrganismi, quindi ha origini animali.
Gioielli e luoghi seducenti Il corallo rosso del Mediterraneo, con il suo valore decorativo, è stato per lungo tempo oggetto di ricerca e raccolta da parte di tutti i popoli che vivevano sulle coste del Mare Nostrum.
Con il tempo, la lavorazione del corallo venne raffinata dagli ebrei che trasmisero la loro arte ai popoli presso i quali trovavano rifugio. Tra questi vi erano gli abitanti del Tigullio. La bellezza del corallo si sposa a perfezione con il ricco patrimonio ambientale del Golfo del Tigullio e del Parco di Portofino, dove l’area marina è protetta e tutelata dal Ministero dell’Ambiente. Il promontorio di Portofino, gigante verde sul mare, domina i bellissimi borghi a ridosso della costa: Camogli, San Fruttuoso di Capodimonte, con la bellissima Abbazia dei Fieschi, Zoagli, Rapallo, Chiavari, Lavagna e Santa Margherita Ligure. Tutti centri a forte vocazione turistica dove la mondanità si sposa perfettamente con la tradizione. Passeggiando la sera lungo gli arenili di Camogli o Portofino, rimaniamo estasiati dal panorama e dai mille colori delle case che si specchiano nell’acqua. Nei porticcioli le barche dei pescatori si attrezzano per una lunga notte di pesca.
Visita di una sola giornata giornata trekking a Portofino
Pomeriggio: partenza con battello (nelle acque dall’Area Marina Protetta) per il borgo di Portofino. Seguirà una passeggiata al Faro. Rientro in battello a S. Margherita Ligure.
Visita di tre giornate Prima giornata: giornata trekking a Portofino Mattina: arrivo a S. Margherita Ligure con pullman e/o treno e sistemazione. Trasferimento alla Ruta con pullman, incontro con la guida. Giornata Trekking CAMMINASCUOLA con partenza per San Fruttuoso lungo i sentieri del Parco Naturale Regionale di Portofino. Pranzo al sacco sulla spiaggia. Pomeriggio: partenza con battello per Portofino e visita del borgo. Rientro in battello a S. Margherita Ligure. Cena e pernottamento. È possibile, su richiesta, per raggiungere S. Fruttuoso, variare l’itinerario. Mattina: visita a Camogli e al museo marinaro e degustazione della famosa focaccia, visita alla Chiesa di S. Maria Assunta. Pomeriggio: trasferimento a Rapallo con treno, da lì con funivia al Santuario di Montallegro, pranzo al sacco, visita del Santuario, discesa a piedi fino a Rapallo (possibilità di visitate il Museo del Merletto e/o il celebre Museo Gaffoglio). Rientro a Santa Margherita Ligure. Terza giornata: i fondali marini e Santa Margherita Ligure Mattina: visita al centro storico di S. Margherita Ligure. Possibilità di vedere i fondali grazie a monitor montati su di un’imbarcazione, durante una piccola crociera lungo la costa (prenotabile c/o l’Area Marina Protetta). Pranzo al sacco. Pomeriggio: visita al monastero benedettino della Cervara e la piccola insenatura di Paraggi. Rientro a S. Margherita Ligure, ritiro bagagli, ritorno a casa.
ITINERARIO CAMMINASCUOLA
L’itinerario inizia presso località La Ruta: saliti i gradini della ripida mulattiera si giunge alla chiesa di San Michele presso la quale sorge l’oratorio della Santissima Annunziata; superate le ultime ville si entra nel bosco. In questo tratto di sentiero, poco fuori il confine del parco, si scorgono, mimetizzati sugli alberi, alcuni capanni di caccia a indicare che la zona, vicina al crinale, è un luogo di passaggio dell’avifauna migratoria. Il sentiero prosegue nel bosco misto, discretamente luminoso e ricco di specie arboree differenti.
Il sentiero prosegue verso San Fruttuoso. Il percorso si allontana dal canalone per brevi tratti in cui, abbagliati dall’intensa luminosità, si può essere sorpresi dall’immediata presenza del mare, ritrovando l’aspetto più comune della zona costiera. Il sentiero svolta e abbandona la vallicola per raggiungere le pendici assolate esposte a sud e impoverite nel passato da ripetuti incendi. Attraversata una piccola lecceta si giunge alla cinquecentesca torre dei Doria, costruita a difesa delle incursioni moresche, si è ormai prossimi alle abitazioni e all’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte. |
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| Ultimo aggiornamento ( luned́ 20 ottobre 2008 ) |
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