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Una nuova proposta turistica caratterizza l’estate nel territorio della Comunità Montana Valli Po, Bronda e Infernotto. |

| Sulle orme di Napoleone |
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| luned́ 20 ottobre 2008 | |
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L’impronta del grande condottiero corso ha segnato i destini della Val Bormida, un territorio che non ha mutato il suo aspetto conservando una natura rigogliosa e paesi dove riecheggiano ancora i colpi di fucile dei soldati francesi. Un immenso museo a cielo aperto dove la natura ha trionfato sulla furia speculativa dell’uomo.
La Svizzera di Savona Le caratteristiche morfologiche della Val Bormida e la sua importanza storica hanno contribuito al successo turistico di questa zona dell’entroterra savonese che, non a caso, ha meritato l’appellativo di “Svizzera della provincia di Savona”. Un paragone niente affatto azzardato; ce ne accorgiamo percorrendo i vari sentieri che si intrecciano in questa valle dove, durante l’estate, il verde impone le sue tonalità mentre nella stagione autunnale tutto si tinge di giallo, ocra e marrone. La rigidità dell’inverno, benché non permetta grandi escursioni, ha egualmente i suoi vantaggi, poiché invita il turista a riscaldarsi in vecchie locande, dove i cibi vengono preparati come una volta.
La gente del luogo può apparire rude e forse un po’ burbera, ma è l’antico retaggio di una popolazione che ha visto transitare, sulle sue strade, eserciti provenienti da tutta Europa. A dispetto di tutti gli invasori che l’hanno attraversata e saccheggiata, gli abitanti della Val Bormida hanno gelosamente custodito le loro tradizioni: usanze e costumi che riguardano soprattutto l’arte culinaria e l’artigianato. Ad esempio, nella piccola Altare, si soffia il vetro al pari dei grandi maestri veneziani: forme e decorazioni fragilissime, create dal fuoco e dal soffio magico dell’uomo. Il felice connubio tra storia è natura è rappresentato da Millesimo: una città d’arte che ha meritato il fregio di “Borgo più bello d’Italia”. Nei dintorni troviamo il bacino artificiale di Osiglia, circondato da boschi di faggio, conifere e castagno, meta preferita dagli appassionati di canottaggio e di pesca.
PERCORSI FORMATIVI
Ore 10.30: visita al Priamar (fortezza di Savona), visita al Museo archeologico, ai sotterranei (possibile solo su richiesta). Ore 12.30: pranzo in Hotel Ore 14: visita al centro città: Duomo, Cappella Sistina, Via Pia, Stanze Pio VII, eventualmente Pinacoteca. Ore 18-18,30: eventuale degustazione di dolci tipici liguri (chinotti, amaretti.) dalla pasticceria Besio. Ore 19.30: cena in Hotel. Serata libera o, a scelta, serata musicale.
Seconda giornata: giornata trekking sulle Alture di Savona E visita al Santuario della Misericordia Ore 7.30: colazione in Hotel. Ore 8.00: partenza con pullman per Cadibona . Ore 9.00: arrivo a Cadibona e partenza per “Il sentiero delle biodiversità” (il S.I.C. e la foresta regionale di Cadibona) Ore 9.30: sosta alla Casermetta di Castel S. Agata, per merenda con bevande, focaccia e pizza. Ore 13-13,30: arrivo al Santuario , pranzo libero Ore 14.30: visita alla Basilica (Cripta, quadri del Bernini e del Domenichino), Museo del tesoro, visita alla Cappella del Guidobono, palazzo della Azaria. Ore 17: partenza per Savona con autobus di linea. Ore 17.30-18: partenza da Savona.
Nota: il secondo giorno è possibile su richiesta limitare la visita alla zona del Santuario di Savona, includendo invece nel pomeriggio una visita alla lavorazione del vetro presso il comune di Altare
ITINERARIO CAMMINASCUOLA La foresta di Cadibona Descrizione: si parte dal centro del paese di Cadibona seguendo la rotabile che porta al campetto da calcio dove termina l’asfalto. Aggirato il campo si segue la strada sterrata in piano e, dopo circa 600-700 metri, si incontra, sulla sinistra, la linea delle funivie e un percorso che porta al maneggio. Trascuriamo questa deviazione proseguendo per la via principale. Percorsa la leggera salita e un tratto pianeggiante si arriva in prossimità del Passo dei Carpi. Se si prosegue per il tragitto principale, sul crinale, in poco tempo si può raggiungere la casermetta della Forestale. Per continuare l’itinerario principale si torna alla biforcazione del Passo dei Carpi, si scende sulla destra, lungo una agevole via, continuando per il bosco di acacie, fino ad arrivare nel tratto finale nuovamente in discesa. Il sentiero termina in prossimità del Letimbro, presso un rudere e un piccolo nucleo di case. Si prosegue sulla sterrata oltre il guado del fiume fino a località Castel S. Agata.
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| Ultimo aggiornamento ( luned́ 20 ottobre 2008 ) |
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