Una nuova proposta turistica caratterizza l’estate nel territorio della Comunità Montana Valli Po, Bronda e Infernotto.
“Monviso in gioco: i laboratori delle curiosità”: questo è in nome dell’iniziativa turistico-didattica  delle Vali Po, Bronda e Infernotto nei mesi di luglio e agosto.

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Sulle Orme di... Dalla parte dello studente PDF Stampa E-mail
mercoledì 27 settembre 2006
intervento di: Filomena Rocca
Ministero della Pubblica Istruzione – Responsabile Tecnico

Il progetto
Nato ed i sapori tradizionali delle regioni italiane e vuole anche costituire un valido strumento di supporto alle scelte degli istituti scolastici in merito ai viaggi d’istruzione.

Il progetto si propone di promuovere esperienze formative mediante stage rivolti agli studenti del territorio nazionale frequentanti le quarte e quinte classi degli istituti secondari superiori e mira a “diffondere il miglior utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e potenziare la cultura di rete”.

Gli studenti degli istituti superiori secondari collaborano insieme per la realizzazione e la gestione di un sito web che permette il collegamento dei siti delle scuole che partecipano al Progetto; gli stessi possono inoltre aggiornare il sito, inserire nuovi dati relativi al progetto, creare grafiche per facilitare la comunicazione “dell’utente”.
Gli enti e le associazioni coinvolte usufruiscono di una pagina web dove sarà presentato il proprio intervento all’interno del Progetto. Il viaggio di istruzione, nell’ottica della peer education, vede come attori principali gli studenti che, quali “membri di un gruppo di appartenenza”, vengono responsabilizzati e formati in un rapporto di educazione reciproca comprendendo e rispettando le diversità sociali e culturali.

Questa esperienza permette agli studenti di acquisire informazioni, formulare e condividere azioni comuni per sviluppare competenze e capacità fondamentali per la maturazione personale. A tal proposito, il Progetto vuole formare “giovani peer educator” che svolgano anche un compito di consulenza e aiuto ai coetanei in situazione di rischio e disagio che fanno uso di sostanze tossiche.

Con il Progetto “Sulle orme di …”, si intende organizzare e concretizzare nelle città, nei comuni e nelle province del territorio nazionale, viaggi d’istruzione i cui destinatari sono rappresentati dagli iscritti all’università della terza età, dagli studenti frequentanti le scuole medie inferiori e superiori del territorio nazionale, nonché dagli studenti degli istituti superiori provenienti dai paesi UE.

Con il coordinamento del gruppo di lavoro che ha ideato l’iniziativa, gli studenti frequentanti le classi quarte e quinte degli istituti superiori organizzano e gestiscono il viaggio.
A tal proposito, gli studenti di ciascuna istituzione scolastica, sotto la supervisione di un docente nominato come tutor dall’istituto di appartenenza, sono incaricati di eseguire una particolare incarico da gestire da solo e/o in gruppo.


La valenza dell’apprendimento cooperativo
Si è già detto della valenza fortemente positiva di forme di apprendimento cooperativo ma va ribadito che l’esperienza è stata molto positiva ed è questo certamente il punto di
forza del progetto. Per gli alunni “visitatori” essere guidati da compagni un po’ più grandi è stato importante. Anche se non tutti gli Istituti superiori hanno impostato il lavoro allo stesso modo, nella maggior parte dei casi i percorsi didattici sono stati progettati e proposti in modo valido.
I ragazzi “visitatori” hanno apprezzato il lavoro svolto dagli studenti dei diversi Istituti superiori che si sono avvicendati, hanno compreso che a monte vi era una lunga preparazione, sono stati attenti, partecipi e solidali.
Grazie ai modelli positivi ed ai legami che si sono instaurati quasi immediatamente hanno potuto migliorare la motivazione ad apprendere e consolidare un metodo di lavoro. Hanno saputo ascoltare, hanno preso spontaneamente appunti, disegnato, fotografato. E, soprattutto, hanno affrontato il percorso attraverso una molteplicità di spunti, approcci metodologici e linguaggi diversi.
A questo proposito va sottolineato l’altro aspetto positivo che fortemente caratterizza il Progetto, cioè l’idea di impostare l’apprendimento anche attraverso l’operatività e gli aspetti ludici, questi ultimi non sono mancati ma i momenti di rielaborazione operativa sono stati forse inferiori alle aspettative, soprattutto per mancanza di tempo.
Un’ulteriore osservazione riguarda la significatività di un’esperienza così integrata e interdisciplinare sul territorio. Grazie alle attività proposte ed alla metodologia attuata è stato possibile esplorare a 360 gradi la realtà territoriale, nei suoi molteplici aspetti storici, geografici, naturalistici, artistici e culturali.
I ragazzi “attori” e “visitatori” hanno potuto così comprendere e sperimentare sul campo i legami tra i fenomeni, l’interazione tra l’uomo e il proprio ambiente e le connessioni tra i diversi aspetti del sapere e della realtà molto meglio di quanto avrebbero potuto fare con un approccio teorico. Inoltre le diverse fasi in cui si è articolato il progetto hanno dato ai ragazzi la possibilità di rielaborare a più riprese quanto avevano appreso: la realizzazione dei cartelloni ha permesso di riprendere i contenuti affrontati, di consolidarli e sistemarli in modo organico.
Per gli insegnanti è stata un’ulteriore verifica dell’apprendimento delle conoscenze e delle abilità e, soprattutto, del consolidamento di un metodo di lavoro.

Aspetti formativi e relazionali
La risposta dei ragazzi “visitatori” al progetto è da considerarsi positiva. Oltre al buon livello di autonomia personale, al comportamento pur vivace ma sempre corretto ed all’entusiasmo con cui hanno risposto alle varie proposte, va detto che i ragazzi hanno compreso la particolarità del percorso che hanno affrontato, consapevoli di trovarsi al centro di un’esperienza di apprendimento diversa dal solito modo di fare scuola. Il livello di coesione all’interno del gruppo classe, già buono, si è consolidato ulteriormente e si è rafforzato anche il rapporto con gli insegnanti che li hanno accompagnati.
Oltre a questo si sono creati legami forti e rapporti molto affettuosi anche con gli adulti che ci hanno guidato lungo il percorso. La buona riuscita del progetto, senza nulla togliere agli aspetti organizzativi e didattici di cui si è detto, è legata anche alle doti umane e professionali delle persone che ci hanno accolto e accompagnato con disponibilità, competenza e totale dedizione del proprio tempo.
uesta esperienza ci ha trasmesso valori importanti, come il forte senso dell’ospitalità ed il grande amore per la propria terra e le sue tradizioni.
Fortemente positivo è stato anche il rapporto che si è creato tra i ragazzi piccoli e quelli più grandi: in misura diversa, a seconda delle scuole, ma sempre e comunque si è instaurato nel giro di poche ore e in modo naturale un legame di complicità e di dialogo, pur trattandosi di giovani con età e realtà così diverse.
Della valenza didattica dell’apprendimento tra pari si è detto più sopra, ma lo scambio spontaneo di esperienze e di cultura, avvenuto soprattutto nei momenti liberi, è stato ugualmente importante.

Conclusione
A conclusione di questa breve analisi dei punti di forza dell’esperienza, sottolineo come sia stato importante per i nostri ragazzi vedere coinvolte e concordi, in un progetto di cui loro erano i protagonisti assoluti, diverse figure adulte di riferimento in sinergia ed equilibrio. Credo infatti che la condivisione di obiettivi e strategie tra le diverse agenzie formative risulti essenziale per la formazione dei giovani. Ritengo, inoltre, che si possa fare scuola anche e soprattutto attraverso l’esperienza e non solo attraverso l’acquisizione di contenuti teorici. In questo modo risulta più facile sviluppare gli interessi e le potenzialità di ciascuno, incentivare la motivazione ad apprendere, grazie anche ad una pluralità di linguaggi ed a una metodologia operativa.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 18 ottobre 2007 )
 
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