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Con la camicia rossa, il caratteristico copricapo, l’immancabile toscano in bocca e lo sguardo rivolto verso l’orizzonte, dallo scoglio di Quarto un uomo su cui poggiava il destino di un’intera nazione riposava, in attesa di partire per un lungo viaggio. Senza alcun timore, Giuseppe Garibaldi, avrebbe affrontato l’ennesima spedizione della sua vita.
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Sulla costa frastagliata della Riviera di Ponente, sotto il sole tiepido di un classico autunno ligure, alcuni escursionisti arrestano improvvisamente il loro passo, rivolgendo il loro sguardo verso il blu del mare. A largo hanno intravisto qualcosa, un movimento dell’acqua anomalo, una strana forma che dalla superficie s’immergeva lentamente.
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La guerra è l’evento più terribile prodotto dalla natura umana. I luoghi che sono stati teatro di battaglie raccontano immani tragedie, soprattutto quelli che hanno subito il Primo conflitto mondiale. La guerra in montagna, se possibile, è ancora più tragica, come se i nemici raddoppiassero poiché la lotta non è solo uomo contro uomo, ma anche uomo contro natura e, in questo caso, la vittoria non è mai scontata.
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Non appena le prime note del “Va pensiero” invasero il teatro con la loro dolce potenza i presenti sentirono un fremito risalire fino al cuore: era il momento di dire basta alla dominazione dello straniero. Un periodo tormentato, in cui molti cercavano l’identità di una Nazione che sembrava latitare: mai una sua musica fu così determinate a risvegliare un popolo, dandogli un vero e proprio inno al desiderio di libertà.
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della pianura padana romagnola si è sviluppata insieme alle fortune di una delle più importanti famiglie del Rinascimento. Ferrara e i suoi dintorni hanno beneficiato dell’imprenditorialità e delle fortune Estensi: una corte che ha dato ampio respiro alle opere di abbellimento e di bonifica del delta del Po.
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Per le popolazioni stanziate sull’area rivierasca e deltizia del Po era semplicemente una questione di sopravvivenza: l’acqua doveva collaborare e non ostacolare lo sviluppo dei centri abitati in riva al fiume. I primi a mettere le mani in modo significativo sull’equilibrio naturale del Delta furono gli etruschi, con l’edificazione della città di Spina, chiave d’accesso al resto della Pianura Padana.
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